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Vacanze romane

Il Colosseo, RomaUn pomeriggio di luce accecante in pieno agosto.  Il cuore storico di Roma è terreno di conquista da parte di truppe di turisti che ciondolano inermi sotto il sole spietato. A due passi dal Pantheon, c’è un caffè dove la granita al caffè con panna dicono sia di una bontà proverbiale riconosciuta da molti romani. Mi ci fiondo in cerca di refrigerio e per soddisfare il mio insaziabile desiderio di amene golosità. Il cameriere mi accoglie come se fossi un cliente abituale da sempre e si preoccupa di riservarmi l’unico tavolino rimasto al riparo dal sole giaguaro. Mentre gusto una panna da urlo che sormonta maestosa una refrigerante granita, colgo la conversazione tra l’esuberante cameriere incapace di farsi gli affari propri e una giovane coppia seduta al tavolino accanto. Che fate a Ferragosto, ragazzi? La coppia risponde che sono in partenza per la Sicilia e il commento del cameriere è lapidario come se fosse una battuta da copione: Anvedi questi, ma allora siete ricchi! Io invece mi sa che farò una passeggiata ar Lungotevere e poi magari attraverso er Ponte Milvio così posso dire anchio di aver fatto er coast to coast! Una risata, che mi esce dirompente di bocca, per poco non mi fa andare la granita di traverso. Nessun dubbio, siamo proprio a Roma, rifletto per un istante, mentre mi congedo dalla granita con un’ultima cucchiaiata, sentendomi anch’io parte di questa città. Una bella sensazione.

Diario di viaggio Sud Tirolo

diario di viaggio sud tirolo

Carbonin – Schluderbach, Sud Tirolo
Luglio 1991

Al nostro risveglio in auto cerchiamo di mettere a fuoco tutto quello che é stato del lungo viaggio iniziato la sera del giorno prima, ma i ricordi appaiono al momento essere ancora sbiaditi e piuttosto confusi. Siamo partiti da Milano sul finire della domenica. La città é fortunatamente un incubo ormai alle spalle, tradita dai tanto attesi temporali e immacolata in un gigantesco sudario collettivo che non concede tregua alcuna, con i suoi poco invidiabili 34 gradi all’ombra e con un feroce tasso di umidità dalle credenziali equatoriali.

Le dolci e languide colline nei dintorni di Verona sembravano ricalcare il paesaggio collinare toscano nei profili di vigneti, nelle sontuose ville signorili e nelle file di cipressi simili a verdi criniere. Sono state strappate via dai chilometri percorsi, sfumate al tramonto come il sax della Vendittiana Modena, che stavamo ascoltando in auto. E poi la notte stellata calata sull’autostrada del Brennero invasa dai TIR, i primi contrafforti della montagna dolomitica che nel buio emerge in tutta la sua inquietante presenza, ed è già Trento.

Un concerto dei Marillion a rendere più fatata l’atmosfera notturna nell’auto come colonna sonora dei nostri discorsi. Le insegne stradali improvvisamente bilingui ad annunciare il trapasso in terra sudtirolese e i nostri discorsi inevitabilmente ricadono sull’irredentismo della gente del posto, su  Eva Klotz, che,  constatata la nostra targa d’origine, ci  omaggia di una bomba,  sulla notte dei fuochi, sulle bellezze naturali di una terra che per anni ha inutilmente cercato, ricorrendo anche alle forme di violenza più estreme, di separarsi dall’Italia  per  realizzare con l’appoggio dei vicini tirolesi austriaci il sogno di un Ein Tirol, un solo Tirolo.

Rifiutiamo di chiamarla Alto Adige, questa terra dove i fondovalle di un verde intenso si inerpicano dolcemente tra piccoli paesi con le case dai colori variopinti, che sembrano uscite dal mondo dei Lego, dove i vigneti sui fianchi delle montagne, ai lati dell’autostrada, fanno dono di delicati pinot. E’ un appellativo coniato dal fascismo e imposto con la forza alla gente del posto e che qui evoca ancora non pochi risentimenti, specie tra i più anziani dell’etnia tedesca, i più restii forse a voler seppellire l’ascia di guerra, e che vedono noi italiani ancora come una presenza straniera e non delle più gradite. Le nostre discussioni si trascinano lungo la val Pusteria tra un incendio appena dopo Brunico, che sta attirando i vigili del fuoco da tutta la vallata, e un posto di blocco dei carabinieri, dove un bel milite del posto, più giovane (e forse spaurito) di noi, ci chiede educatamente i documenti e al contempo raccoglie il quadrifoglio portafortuna caduto dalla patente di Davide. No comment!

Alle tre di notte giungiamo sulle rive del lago di Misurina, pronti a trascorrere una scomoda nanna in auto in attesa di un’alba che non vogliamo a nessun costo perderci. Ma adesso che ci siamo destati in preda ai brividi per il freddo, confessiamolo, inatteso visto il calendario, adesso che il cielo stufo del buio chiede all’alba di fare un po’ di luce sul nuovo giorno, lo spettacolo che ci si apre dinanzi è impagabile e finisce, nostro malgrado, con il renderci testimoni di uno scenario naturale che pare uscito da un racconto di Rigoni Stern.

I primi raggi del sole hanno raggiunto le più alte vette dolomitiche del Sorapis e della Croda Rossa e i colori del loro granito assumono, via via, tonalità dominanti tra il rosso e il rosa, lungo una straordinaria proiezione di giochi di luci ed ombre nelle incanalature rocciose più scoscese. La magia del bosco, che lentamente si desta dal letargo notturno, i prati straordinariamente imbiancati di brina (ed è il primo di luglio!) e accarezzati da un leggero strato di nebbia, la luna che va a coricarsi gradualmente dietro le vette ancora innevate del Cristallo, le ultime stelle laddove la volta celeste è più restia a concedersi alla luce del nuovo giorno, l’acqua cerulea e immobile del lago di Misurina. Il termometro appena sopra lo zero e noi reduci dall’equatore ambrosiano in t-shirt e leggeri jeans di cotone. Ma che importa, sono scampoli di un’emozione che ci taglia l’animo come un rasoio, che ci fa rigurgitare in bocca qualsiasi scontato e insipido commento di stupore e che ci invoca, piuttosto, a vivere intensamente.  Che importa se tra qualche ora, quando il sole sarà già alto e il caldo riporterà l’estate anche quassù, noi saremo chini sul Galgano a ripassare e a ripetere a turno i casi di annullabilità del contratto, il contenuto della fideiussione, le successioni e tutto l’immenso firmamento giuridico del diritto privato.

Stasera saremo appagati dai deliziosi e delicati gnocchetti di Frieda e dalle sue altre specialità del luogo e dopo una puntatina su in val San Silvestro, ad ammirare il panorama delle circostanti vette al tramonto, tra prati profumati di fieno appena tagliato. Solo allora constateremo, al termine di una intensa giornata di studio, crogiolandoci spensieratamente in questo nirvana da sogno, come tutte le nostre ansie, i nostri timori ancestrali, la paura di un esame, del domani, di chissà cos’altro, non avranno più significato alcuno se rapportati alla bellezza e all’armonia di cui la natura, ancora una volta, si accingerà a farci umile dono.