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Itinerario di viaggio Indonesia

Itinerario di viaggio Indonesia

27 luglio 2009volo: Milano- Singapore
(Singapore Airlines operato con Boeing 777-300ER)
durata del volo: 11h, 30′
28 luglio 2009volo: Singapore – Denpasar Bali
(Singapore Airlines operato con Boeing 777-200ER)
durata del volo: 2h, 08′
Hotel Taman Rosani, Kerobokan, 16€
29 luglio 2009Kuta Bali
30 luglio 2009Kuta – Uluwatu – Pura Luhur Uluwatu – Kuta
(motorino)
31 luglio 2009Kuta Bali
1 agosto 2009Kuta – UbudKori Bali 2 Inn, Ubud, 150.000 rp
2 agosto 2009Ubud – Goa Gajah – Tegallalang – Lago Batur – Gunung Kawi – Ubud
(motorino)
3 agosto 2009Ubud – Padang Bai – Gili Air
(minibus + traghetto, 350.000 rp)
homestay, 150.000 rp
4 agosto 2009Gili AirResota Bungalows, 300.000 rp
5 agosto 2009Gili AirResota Bungalows, 300.000 rp
6 agosto 2009Gili AirResota Bungalows, 300.000 rp
7 agosto 2009Gili Air – Bangsal – Kuta Lombok
(barca + minibus, 200.000 rp)
Ken’s Hotel, Kuta Lombok, 150.000 rp
8 agosto 2009Kuta – Mawan – Mawi – Kuta (motorino)
9 agosto 2009Kuta – Tanjung Aan – Pantai Segar – Kuta (motorino)
10 agosto 2009Kuta – Sade – Penujak – Praya – Narmada – Kuta (taxi)
11 agosto 2009Kuta Lombok – Lembar – Padang Bai – Kuta Bali
(minibus + traghetto, 200.000 rp)
Taman Mekar Beach Inn, Kuta Bali, 250.000 rp
12 agosto 2009volo: Kuta – Maumere (Merpati operato con Fokker 100)
durata del volo: 1h, 25′
Maumere – Moni (taxi, 360.000 rp)
Hotel Sao Ria Wisata, Moni, 75.000 rp
13 agosto 2009Moni – Kelimutu – Ende – Riung
(taxi*, 2.500.000 rp)
Tamri Beach homestay, Riung, 55.000 rp
14 agosto 2009RiungNirvana Hotel, 150.000 rp
15 agosto 2009Riung – Bena (villaggio Ngada) – Bajawa
(taxi*, 2.500.000 rp)
Hotel Elisabeth, Bajawa, 100.000 rp)
16 agosto 2009Bajawa – Ruteng – Labuanbajo
(taxi*, 2.500.000 rp)
Hotel Chez Felix, 250.000 rp
17 agosto 2009Labuanbajo
Hotel Komodo Indah, 150.000 rp
18 agosto 2009Labuanbajo – Pulau Rinca (Komodo National Park) – Pulau Kanawa – Labuanbajo
300.000 rp (barca)
40.000 rp (ingresso parco)
15 USD (tassa conservation fee)
25.000 rp (guida)
19 agosto 2009volo: Labuanbajo – Denpasar Bali
(Riau Airlines, operato con Fokker 50)
durata del volo: 1h, 10′
Kuta – Tanah Lot – Kuta (taxi, 250.000 rp)
Hotel Gemini Star, Kuta, 250.000 rp
20 agosto 2009volo: Denpasar Bali – Singapore
(Singapore Airlines, operato con Boeing 777-200ER)
durata del volo: 2h, 05′
21 agosto 2009volo: Singapore – Zurigo
(Singapore Airlines, operato con Boeing 777-300ER)
durata del volo: 12h, 20′volo: Zurigo – Milano
(Swiss, operato con Airbus 319)
durata del volo: 40′

*il costo si riferisce ad un taxi con autista noleggiato per 4 giorni da Moni a Labuanbajo

Le montagne di fuoco dell’Indonesia

Il vulcano Krakatoa in una stampa d'epoca

L’Indonesia è il paese con il più elevato numero di vulcani attivi al mondo. Ve ne sono oltre 150. Le oltre 17 mila isole che formano questo sterminato arcipelago, esteso per migliaia di chilometri da ovest ad est lungo entrambi i lati dell’equatore, si adagiano sui bordi di due importanti e fragili faglie tettoniche. I circa 200 milioni di abitanti che le abitano devono pertanto convivere con le improvvise eruzioni vulcaniche e i frequenti eventi sismici in cambio di un terreno assai fertile e adatto all’agricoltura. Soltanto negli ultimi duecento anni si calcola che almeno 175 mila persone siano morte in Indonesia per le eruzioni vulcaniche, due delle quali sono ricordate come le più violente mai registrate nella storia: quelle del monte Tambora e del più famoso Krakatoa. Entrambe le eruzioni si verificarono nel corso del XIX secolo.

L’eruzione del Tambora, verificatasi nella primavera del 1815, a detta dei vulcanologi, fu una delle più potenti, almeno dalla fine dell’ultima Era glaciale! L’esplosione ridusse di un terzo l’altezza della montagna situata nell’isola di Sumbawa (la sommità si abbassò da 4100 metri a 2850 metri circa!) e proiettò in cielo qualcosa come 150 miliardi di metri cubi di roccia e ceneri. Tutto questo materiale contribuì a schermare parzialmente i raggi solari nella stratosfera e ad abbassare così la temperatura media globale. Ne conseguì una piccola era glaciale negli immediati anni successivi responsabile di grandi carestie ed epidemie un pò ovunque nell’emisfero settentrionale. Il famoso anno senza estate del 1816 vide la distruzione dei raccolti per il freddo e la pioggia in Europa e, soprattutto, per le abbondanti nevicate e gelate registratesi in piena estate in Canada e nel New England!  A quell’anno senza estate seguì un inverno particolarmente rigido. Le carestie di cibo provocate dal mutamento del clima successivamente all’eruzione del vulcano Tambora furono all’origine delle rivolte popolari in Gran Bretagna e in Francia mentre oltroceano segnarono l’inizio della conquista del west americano alla ricerca di nuove terre fertili.  Proprio la scarsità del foraggio spinse il barone Karl Drais ad inventare il velocipede nella ricerca di un nuovo mezzo di trasporto che sostituisse i cavalli decimati dalla carestia!

Nell’estate del 1883, il Krakatoa, saltò letteralmente in aria con una potenza equivalente a 200 megatoni. La catastrofica esplosione polverizzò completamente l’isola sulla quale sorgeva il vulcano e scatenò impressionanti onde di maremoto alte fino a 40 metri che distrussero parecchi villaggi lungo le vicine coste di Giava e Sumatra uccidendo circa 36000 persone. Il boato prodotto dall’esplosione del vulcano fu il suono più forte mai udito sul pianeta essendosi udito fino a 5000 chilometri di distanza dallo Sri Lanka a Perth, in Australia! Ancora parecchio tempo dopo l’esplosione del Krakatoa, la luce solare riflessa sulle particelle di polvere sospese nell’aria eruttate dal vulcano nell’atmosfera generò tramonti spettacolari di un rosso vivo ed infuocato in buona parte del mondo. Alcuni ricercatori suppongono che il cielo di un color rosso sangue ritratto sullo sfondo del famoso quadro di Edvard Munch L’urlo, realizzato nel 1893, sia in realtà una riproduzione accurata del cielo norvegese in seguito alla tremenda eruzione del Krakatoa.

Nel 1927, da una eruzione sottomarina, nacque una nuova isola sui resti del Krakatoa e venne chiamata Anak Krakatau, overo “figlio del Krakatoa”. Oggi il nuovo vulcano raggiunge i 300 metri di altezza e la sua attività è dimostrata dalle frequenti recenti eruzioni. L’erede del Krakatoa è visitabile in giornata noleggiando, tramite albergo, un’imbarcazione a Carita o ad Anyer. Per raggiungere l’isola da queste località occorrono circa 2 ore se si opta per una barca veloce (circa il doppio per una lenta). Prima di intraprendere il viaggio occorre informarsi circa l’imprevedibile attività vulcanica e monitorare attentamente la sicurezza offerta dall’imbarcazione!

Il vulcano Anak Krakatau in eruzione (foto SWISSEDUC.CH)

ULTERIORI INFORMAZIONI

I MAGGIORI VULCANI DELL’INDONESIA

Mappa dei maggiori vulcani indonesiani