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I luoghi dell’avventura (di Marco Steiner)

I luoghi dell'avventura di Marco Steiner

I LUOGHI DELL’AVVENTURA
di Marco Steiner
Ed. Rizzoli Lizard

Una mostra per omaggiare il genio creativo di Hugo Pratt attraverso le avventure del suo figlio più illustre Corto Maltese ha rappresentato l’ennesimo invito al viaggio e alla scoperta. Tra le tante mostre dedicate al più celebre disegnatore italiano, quella tenutasi a Lugano, qualche anno fa, dal titolo “I luoghi dell’avventura” è forse quella che, finora, è riuscita ad esaltare il fascino dell’avventura amalgamandolo con lo spirito del viaggio attraverso l’ironia e il disincantato romanticismo del celebre marinaio .

L’idea della mostra nasce dai viaggi del fotografo  Marco d’Anna e dello scrittore Marco Steiner. Tra il 2004 e il 2010, hanno ripercorso le rotte di Corto Maltese soffermandosi in tutti quei luoghi che ispirarono la creatività del più celebre disegnatore italiano per le avventure del bel marinaio: da Venezia all’Amazzonia passando anche per le steppe della Manciuria,  gli altipiani etiopi, i Caraibi, l’Argentina. Il loro lungo viaggio è diventato, oltre che tema della mostra, anche un bellissimo libro che raccoglie un bellissimo reportage giornalistico firmato da Marco Steiner ed illustrato con le fotografie di Marco d’Anna, sgranate quasi per esaltare un nostalgico passato, oppure  con un bianco e nero che accentua i contrasti in un riuscito ed efficace gioco di luci ed ombre.

I luoghi dell’avventura è un viaggio fatto di incontri casuali con gente comune, di storie ed aneddoti raccontati, il tutto condito da una dettagliata descrizione di aromi, paesaggi, persone e colori che scatenano la fantasia del lettore proiettato da un luogo all’altro attraverso i continenti. La storia e il progresso hanno modificato il paesaggio e i confini dei luoghi percorsi un secolo fa da Corto Maltese ma non hanno piegato il desiderio di conoscere ed esplorare nel segno della curiosità e dell’attrazione esercitata dalla diversità delle altre culture e degli altri popoli. Il viaggio geografico di Steiner e D’Anna si snoda anche in un percorso letterario attraverso le citazioni e i curiosi spunti biografici di Jack London, Herman Hesse ed altri scrittori che hanno avuto modo, nell’immaginario, di planare nel bel mezzo delle avventure di Corto Maltese. I luoghi dell’avventura è un libro che si legge come una storia di Corto Maltese: intriga, affascina, fa sognare e stimola la curiosità per intraprendere un viaggio con lo stesso entusiasmo del marinaio disegnato da Pratt.

Stefano racconta il mondo nel suo zaino (La Prealpina)

Stefano racconta il mondo nel suo zaino, La Prealpina, 11 agosto 2011

Il tutto nasce in una bagnata e afosa serata di luglio dinanzi ad una birra che fa presto a sparire dal boccale. Si parla di viaggi alle spalle, di progetti e prospettive per il futuro, si inventano percorsi per nuove mete, il tutto condito da discorsi che hanno anche un non so che di velleitario. La lunga chiacchierata nel trambusto, amplificato per tutto il locale, si trascina senza sosta fin quasi mezzanotte. Carlo recepisce le mie risposte e spara nuove domande a raffica. Di quella serata a parlare di viaggi ne ha fatto un articolo apparso oggi in cronaca sul principale quotidiano di Varese.

Narrativa di viaggio

Narrativa di viaggioIl viaggio visto come avventura, quale desiderio di fuga da una realtà spesso indesiderata o ancora come reportage di un inviato o semplicemente ricostruito con intelligenza e ironia. Sono innumerevoli le motivazioni che ci inducono a ricostruire un proprio viaggio attraverso parole, pensieri, emozioni vissute di prima persona. In un mondo sempre più piccolo e globale negli ultimi anni i singoli viaggiatori aumentano di pari passo con i libri che hanno per argomento proprio questo desiderio di prendere e partire. Molti scritti (male) alla ricerca di un piccolo momento di gloria tra gli scaffali delle librerie, altri (pochi) capaci di trasmettere odori, sensazioni ed emozioni del viaggio ad ogni nuova pagina.
Nel sempre più vasto repertorio della letteratura di viaggio esistente, vi propongo i libri che ho più apprezzato finora (in ordine alfabetico di autore). Nel sempre più vasto repertorio della letteratura di viaggio esistente, vi propongo i libri che ho più apprezzato finora (in ordine alfabetico di autore).

SENSI DI VIAGGIO (di Marco Aime)
IN TERRE LONTANE (di Walter Bonatti)
AVVENTURE IN AFRICA (di Gianni Celati)
LATINOAMERICANA (di Ernesto Che Guevara)
LUNGO VIAGGIO D’ADDIO (di Maurizio Chierici)
META’ CIELO, MEZZA LUNA (di Maria Silvia Codecasa)
VIAGGI IN SOLITARIO (di Gabriele Concato)
IL MILIONE (di William Dalrymple)
IN INDIA (di William Dalrymple)
QUELLA VOLTA CHE IN VIAGGIO (di Luciano Del Sette)
COSA TI PORTI DIETRO SE SAI DI NON TORNARE PIU’? (di R. Di Marco)
MILLEVITE (di Silvia Di Natale)
CONOSCERETE LA NOSTRA VELOCITA’ (di Dave Eggers)
SOUTH AMERICAN HANDBOOK 1924 (by Footprint travel guides)

IN UNA STANZA SCONOSCIUTA (di Damon Galgut)
L’ISOLA DELLE TARTARUGHE (di Sergio Ghione)
MOSAFER HASTAM – Viaggio in Iran (di Massimo Giannini)
FINALE DI ROMANZO IN PATAGONIA (di Mempo Giardinelli)
ULTIMA CHIAMATA (di Leo Hickman)
C’ERA UNA VOLTA L’ORIENTE (di Pico Iyer)
IL VIAGGIATORE (di Gary Jennings)
EBANO (di Ryszard Kapuscinski)
LUNA DI MIELE INTORNO AL MONDO (di Dominique Lapierre)
STRADE BLU (di William Least Heat-Moon)
NEI DESERTI (di Sven Lindqvist)
LA VIA CRUDELE (di Ella Maillart)
IL VENTO VIENE DALL’OVEST (di Sándor Márai)
SEGRETO TIBET (di Fosco Maraini)
PAROPAMISO (di Fosco Maraini)
IL TURISTA NUDO (d Lawrence Osborne)
L’ODORE DELL’INDIA (di Pier Paolo Pasolini)
VADO VERSO IL CAPO (di Sergio Ramazzotti)
TRANS EUROPA EXPRESS (di Paolo Rumiz)
LA LEGGENDA DEI MONTI NAVIGANTI (di Paolo Rumiz)
ANNIBALE, UN VIAGGIO (di Paolo Rumiz)
E’ ORIENTE (di Paolo Rumiz)
ATLAS OF REMOTE ISLANDS (di Judith Schalansky)
DALLA PARTE DELL’OMBRA (di Annemarie Schwarzenbach)
VERSO KABUL (di Annemarie Schwarzenbach)
LA FRONTIERA SCOMPARSA (di Luis Sepúlveda)
CHIEDILO AL PILOTA (di Patrick Smith)
DIARIO AUSTRALIANO (di Rodolfo Sonego)
I LUOGHI DELL’AVVENTURA (di Marco Steiner)
UN INDOVINO MI DISSE (di Tiziano Terzani)
UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’ (di Tiziano Terzani)
DARK STAR SAFARI (di Paul Theroux)
OMBRE SULLA VIA DELLA SETA (di Colin Thubron)
QUATTRO AMICI (di Davide Trueba)
MILLENNIO (di Manuel Vásquez Montalbán)
IL NOMADE DILETTANTE (di Giovanni Verusio)
IN SEARCH OF CAPTAIN ZERO (di Allan C. Weisbecker)

Il vento viene dall’ovest (di Sándor Márai)

Sandor Marai, "Il vento viene dall'ovest"

IL VENTO VIENE DALL’OVEST
di  Sándor Márai
ed. Mondadori

Nel 1959, il celebre scrittore ungherese Sándor Márai intraprese un viaggio attraverso gli Stati Uniti, il paese che lo aveva accolto in esilio qualche anno prima. Quindicimila chilometri percorsi in macchina, in aereo e in autobus da San Francisco fino alla Florida attraverso i paesaggi mozzafiato e le fragranze selvatiche della costa californiana, la vastità e la bellezza dei deserti dell’Arizona e del New Mexico, passando per grandi metropoli quali Los Angeles, Houston e New Orleans e una breve puntata oltre confine in Messico. Imbattendosi nella verticalità dei grattacieli nelle città giovani di storia che crescono a dismisura, nell’ordine delle silenziose periferie residenziali e nelle discriminazioni sociali che non si possono non vedere, lo scrittore ungherese fa conoscenza con le mille e diverse sfaccettature e contraddizioni di questo immenso paese. Il viaggio stesso diventa così fonte di riflessioni e osservazioni spesso ironiche, a volte amare, circa i costumi e i comportamenti della società statunitense analizzati attraverso gli occhi di un europeo. Leggendo il suo diario di viaggio non si può fare a meno di notare come, a mezzo secolo di distanza, molte delle osservazioni riportate dallo scrittore ungherese siano ancora oggi di assoluta attualità. Le tante contraddizioni dello stile di vita e di pensiero degli americani appaiono le stesse di oggi: la ricerca del benessere e della felicità, la crescente competizione e il progresso tecnologico di una società dove tutto deve necessariamente apparire sano e bello. Rientrato a New York, città da dove aveva iniziato il suo lungo viaggio attraverso gli States, Márai è lapidario nel sentenziare che “la strada che conduce dal benessere all’armonia e alla felicità gli americani non l’hanno ancora imboccata”. Sono trascorsi cinquant’anni e ancora oggi in fondo a quella strada gli americani non ci sono ancora arrivati .