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Quando c’era lui …

Murales di Salvador Allende a Santiago (Cile)

Il grigio ce la mette tutta a deprimere un già disadorno pomeriggio domenicale nell’inverno di una Santiago semi-deserta. I pochi pedoni infreddoliti accelerano il passo alla ricerca di uno dei pochi caffè aperti sotto un cielo antracite appiattito come un ferro da stiro.
Osservo sotto di me gli argini in muratura del fiume Mapocho ricoperti di murales, il solo richiamo al colore in questa giornata tristemente monocromatica. La gelida corrente del fiume accarezza un museo a cielo aperto dove gli innumerevoli artisti metropolitani hanno sfoggiato il meglio della loro creatività e del loro talento fin dagli anni bui della dittatura militare. In questo allegro inno alla gioia e alla libertà ritrovata, l’obiettivo della mia reflex punta al volto impresso nel cemento di un Salvador Allende additante accompagnato da uno slogan di pace e libertà di un rosso squillante. E’ spuntato coraggiosamente dal nulla nel buio di una lontana notte che il Cile era ancora in mano ai militari. Pinochet se ne è andato all’inferno senza fanfare ma lui è ancora li oggi che al potere c’è una democrazia retta da una donna socialista torturata sotto i militari. Il suo ricordo vive anche tra i più giovani.
Un tassista annoiato dall’attesa di un cliente che si materializzi nel deserto domenicale mi si avvicina incuriosito dal mio interesse fotografico per il presidente assassinato nel lontano 1973. E’ un uomo di mezza età che forse dimostra più degli anni che porta. Mi chiede se lo conoscevo bene quello li e, subito, si capisce come la pensa. Sai, Pinochet non era così brutto come lo si dipinge oggi. Grazie a lui in Cile c’era più ordine e sicurezza. Il mio spagnolo rudimentale riesce a ribattergli con sarcasmo che in un paese accanto al mio chiamato Svizzera regnano, da secoli, ordine e sicurezza senza l’appoggio dei militari. Accenna ad una risata, di certo resta ancorato sulle sue posizioni ideologiche di un passato che i cileni faticano a scrollarsi di dosso. Lo saluto infastidito e tiro per la mia strada portandomi dietro l’amarezza di sentire ancora oggi in un Sud America sempre più democratico simili nostalgie. Il freddo inumidito e la densa coperta di grigiore uniforme che opprime Santiago mi piombano addosso accentuando una crescente tristezza in me.