
L’ODORE DELL’INDIA
di Pier Paolo Pasolini
Ed. Guanda
Ogni volta che in India si lascia qualche persona, si ha l’impressione di lasciare un moribondo che sta per annegare in mezzo ai rottami di un naufragio … ormai tutta la strada dell’India dietro a me era seminata di naufraghi che non mi tendevano neanche la mano. Così scrive Pier Paolo Pasolini sulle pagine del suo diario a ricordo di un suo viaggio in India compiuto nel 1961, in compagnia degli scrittori Elsa Morante e Alberto Moravia. Il regista romano resta incantato da quel microcosmo di caos, colori e odori fin dall’arrivo a Bombay. La sua eccitazione e la sua curiosità sono tali da impedirgli di andare a dormire, nonostante la stanchezza del lungo viaggio e al sonno preferisce tuffarsi alla scoperta della calda notte della metropoli indiana per prendere confidenza con i misteri impenetrabili e la magia dell’atmosfera indiana. S’imbatte così in un’improvvisata chiacchierata con dei ragazzini senza dimora pronti a divorare gli avanzi di cibo gettati dal ristorante del suo albergo, nei mille odori e colori nascosti nel buio indiano arroventato, nella solennità coloniale della Porta dell’India e in un nuovo mondo ricco di fascino, drammi e contrasti sociali che gli si apriranno davanti e che lo condurrà fin sulle rive del Gange a incontrare Suor Teresa e i malati di Calcutta, ad ammirare i magnifici templi di Benares e a stringere brevi amicizie coi ragazzini di strada che gli lasceranno il segno nel cuore.
Pasolini ci omaggia dell’India così come l’ha scoperta e così come gli è rimasta impressa, ammaliato dai suoi mille orrori, dalle esotiche abitudini del suo popolo, dagli occhi sorridenti e dall’ingenuità dei bambini, dagli intensi odori di cibo e di morte e dai paesaggi incantevoli in un diario di viaggio di rara originalità e bellezza narrativa!
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