LA FRONTIERA SCOMPARSA (di Luis Sepúlveda)

LA FRONTIERA SCOMPARSA
di Luis Sepúlveda
ed. Guanda
L’esilio forzato di Sepúlveda dopo il terribile golpe cileno di Pinochet del 1973 porta il celebre scrittore a un lungo viaggio con zaino in spalla e nella tasca pochi soldi e un passaporto scomodo sulle strade lunghe, polverose e avventurose del Sud America. A bordo di trenini di montagna o di corriere sgangherate oppure facendo l’autostop Sepúlveda ci rende pieni partecipi, nel suo indefesso peregrinare sullo sfondo della giungla equatoriale, degli altipiani aridi boliviani e di altri splendidi paesaggi latinoamericani, delle sue avventure e dei pericoli ai quali dovrà spesso, da scomodo esiliato politico, uno dei tanti, sottostare, tra parentesi di vicende al limite del grottesco e con tanta ironia. Hasta la victoria siempre!
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