IL TURISTA NUDO (di Lawrence Osborne)

IL TURISTA NUDO
di Lawrence Osborne
Ed. Adelphi
Una volta era il Grand Tour. Lo avevano inventato, un paio di secoli fa, gli inglesi come strumento di scoperte e apprendimento in giro per il mondo. Oggi cosa resta del viaggio in un’epoca dove il turismo è divenuto l’industria con il più alto fatturato economico sul mercato? Esiste ancora un angolo di mondo incontaminato dove si può viaggiare realmente?
Lawrence Osborne, scrittore, giornalista britannico con innumerevoli collaborazioni per pubblicazioni statunitensi, nonchè narratore nato, in questo suo bellissimo libro racconta la propria ricerca di un altrove incontaminato che, dopo una lunga ricerca su internet, individua nell’isola di Papua Nuova Guinea. Per arrivarci compie un tragitto in aereo che lo porterà a far tappa in diversi posti (altamente contaminati) dell’Asia.
Inizia da Dubai, l’emirato che negli ultimi anni ha trasformato un piccolo porto di pescatori di perle in una colossale Las Vegas turisitica e commericale nel deserto della penisola arabica su iniziativa di sceicchi accorti e futuristi. Da Dubai, Osborne vola alle isole Andamane perse nel golfo del Bengala. Qui scopre che queste isole indiane, ripresesi dalla tragedia dello tsunami, stanno per essere trasformate in un nuovo paradiso turistico: Tutti quei discorsi sulle Andamane come le nuove Seychelles, o le nuove Maldive, mi avevano ricordato quanto detestassi sia le une che le altre, due casi da manuale di Ovunque adattati alle fantasie utopistiche della clientela, scrive nel suo libro Osborne. In Thailandia troviamo lo scrittore alle prese con la tappa più esilarante quando visita un’intera città dedicata a ogni immaginabile cura del corpo a prezzi davvero concorrenziali tra chirurgie estetiche di ogni tipo, anche cambi di sesso. Mitica rimane l’esperienza personale di un lavaggio del colon!
Dopo aver visitato Bali, Osborne vola finalmente a Papua, un’isola immensa che sembra l’ultimo paradiso perduto sulla terra tra cime di monti avvolti da nubi perenni e ghiacciai che scivolano su gigantesche foreste pluviali in massima parte inesplorate e abitate da isolate tribù primitive. Qui, lo scrittore si ritroverà ricoperto, in un luogo remoto della giungla, di strane farfalle nel bel mezzo di un’orgia tribale!
Il Grand Tour, probabilmente, non esiste più in un mondo ormai trasformato in un clone kitch delle nostre fantasie, ma questo libro basta a farci recuperare il lato avventuriero del viaggio e a condirlo di tanta ironia e divertimento nel tentativo di riderci almeno un pò su.
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