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Benvenuti nel sito personale di Stefano, web designer, fotografo freelancer per celebri agenzie fotografiche internazionali quali ALAMY e GETTY IMAGES, organizzatore di workshop fotografici ma soprattutto viaggiatore. Fin dal 2000 BACKPACKER.it ospita i racconti, le emozioni, i ricordi e le immagini dei suoi viaggi in una sessantina di paesi del nostro pianeta, oltre ad una sezione dedicata alla narrativa e agli articoli di viaggio, una guida ai siti utili per organizzare al meglio un viaggio con lo spirito da backpacker e tutto ciò che può incantare un viaggiatore con zaino in spalla. Buona navigazione!

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Non seguire il sentiero già segnato; va invece, dove non vi è alcun sentiero, e lascia una traccia.
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OMAGGIO AD UNA GRANDE VIAGGIATRICE: ANNEMARIE SCHWARZENBACH

Annemarie SchwarzenbachLa morte se l’è portata via, tragicamente, a soli 34 anni in seguito ai postumi di una banale caduta dalla bicicletta tra i monti dell’Engadina, a due passi da Saint Moritz. Annemarie Schwarzenbach, svizzera di nascita, scrittrice, giornalista, fotografa, discretamente omosessuale ma soprattutto viaggiatrice curiosa e anticonformista sulle strade del mondo, ha saputo lasciare segni precisi della propria enigmatica e affascinante personalità a chiunque abbia avuto modo di conoscerla.

Nata a Zurigo nel 1908 da una ricca famiglia di imprenditori, Annemarie si laurea in storia presso l’Università di Zurigo con una tesi sulla storia dell’Alta Engadina nel tardo Medioevo. Nel 1930 incontra a Berlino i fratelli Erika e Klaus Mann, figli del celebre scrittore e ai quali rimarrà molto legata, condividendone l’attività antifascista ma restando anche vittima infelice di un amore mai seriamente corrisposto. In quegli anni inizia l’eterna fuga di Annemarie dall’Europa già in preda ai crescenti fervori nazisti e da quella Erika che non riesce a scrollarsi di dosso e che in più di una occasione avrà modo di incrociare per il mondo.

Nel 1935, Annemarie compie i suoi primi viaggi in Asia descrivendoli magistralmente come inviata per un quotidiano elvetico. In Persia sposa il console francese Claude Clarac, ma il matrimonio non ha lunga storia per via della preponderante inclinazione omosessuale della Schwarzenbach e per la crescente dipendenza dalla droga che inizia a manifestarsi in lei. Nel 1937 si reca negli Stati Uniti per raccontare e fotografare il disagio e la miseria del proletariato americano degli stati del sud fatto di minatori, contadini e operai messi al muro da una classe dirigente senza scrupoli tra la discriminazione viva più che mai e le squallide periferie urbane sempre più impoverite dalla crisi economica. Rientrata in una Europa nuovamente in odor di guerra, Annemarie e la sua amica fotografa Ella Maillart compiono un epico e straordinario, e non solo per quei tempi, viaggio in automobile dalla Svizzera a Kabul. Due donne in solitaria alla guida di una Ford attraverso Turchia, Persia, le sterminate distese desertiche del Turkestan (l’odierno Turkmenistan) e gli altopiani afghani.

Ben prima di Bruce Chatwin, Annemarie ha saputo descrivere con straordinaria testimonianza e sensibilità d’animo culture e paesaggi lontani. Per lei vivere, scrivere e viaggiare sono la stessa cosa. Nei suoi libri gli innumerevoli toponimi geografici spesso sconosciuti o apparentemente insignificanti diventano cartoline, suono, colore, ricordo ed emozione ed è facile innamorarsi, nel suo eterno peregrinare per il mondo, dei suoi mille incontri che quasi divengono scuola di vita, ora con la miseria del proletariato americano tra le due guerre, ora con le donne velate di Kabul, ora con le tribù indigene risalendo il fiume Congo. Per Annemarie il viaggio ha rappresentato quel naturale desiderio di esplorare luoghi diversi per testimoniare le luci e le ombre della società contemporanea tra l’ Occidente, visto come sede naturale per l’impegno politico e la denuncia sociale, e l’Oriente, visto come terreno di tormentata fuga e di perdizione.

Una caduta dalla bicicletta a due passi da casa propria ha messo prematuramente fine alla sua innata brama di capire, osservare ed esplorare il mondo. Una tragica beffa del destino che lascia un vago amaro in bocca al pensiero di quanti ulteriori contributi  le sue doti  di giornalista e viaggiatrice avrebbero dato per farci conoscere ed apprezzare meglio il mondo attraverso i suoi occhi e la sua dolce sensibilità.

Annemarie Schwarzenbach

TRE LIBRI PER CONOSCERE E CAPIRE ANNEMARIE

Lei così amata (di Melania G. Mazzucco, ed. Rizzoli)

 

Categorie: grandi viaggiatori, PAROLE E VIAGGI | Commenti disabilitati

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