Kumari, la bambina dea vivente nepalese

kumariLa Kumari Devi è considerata presso gli hindu nepalesi una divinità vivente. Si tratta, più precisamente, di una bambina che vive nel palazzo Kumari Bahal situato nei pressi della centralissima Durbar Square di Kathmandu.

La Kumari, il cui significato di vergine sta a indicare la purezza della divinità stessa ed è considerata l’incarnazione della dea Taleju Bhawani. Essa viene scelta esclusivamente tra le bambine della casta familiare Newar Shakya presso la valle di Kathmandu. Il loro numero è attualmente ancora imprecisato  ma si ritiene che ogni villaggio newar abbia almeno una Kumari.

La scelta della bambina avviene nella tenerissima età che va dallo svezzamento alla pubertà e deve rispondere ad una serie di requisiti tra i quali la bellezza, l’esclusione di qualsiasi difetto fisico o cicatrice e la mancanza di perdita di sangue. La bimba, inoltre, non deve piangere, essere irrequieta o muoversi nel corso delle cerimonie in quanto questi eventuali suoi gesti potrebbero essere fonte di disgrazie per l’intero paese.

Una volta selezionata, la bambina viene trasferita al palazzo Kumari Bahal assieme alla sua famiglia e fa una sua apparizione cerimoniale in pubblico soltanto in pochissime occasioni all’anno. La più spettacolare tra queste è senz’altro il festival Indra Jatra che si tiene a settembre quando la Kumari viene trasportata per tre giorni attraverso le vie principali di Kathmandu e in occasione di una cerimonia nella piazza del palazzo reale la bimba stessa segna la fronte del re con un segno di polvere rossa quale sua “legittimazione” al re a governare per un anno.

Quando la Kumari si ammala gravemente, si ferisce, ha il primo mestruo, è segno che la Dea Taleju ha abbandonato il corpo mortale della bambina. Parte allora la frenetica ricerca della nuova incarnazione alla quale parteciperanno cinque alti sacerdoti buddisti e l’astrologo reale incaricato di analizzare attentamente che l’oroscopo della bimba candidata non contrasti con quello del re in modo da assicurargli l’incolumità.

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