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Benvenuti nel sito personale di Stefano, web designer, fotografo freelancer per celebri agenzie fotografiche internazionali quali ALAMY e GETTY IMAGES, organizzatore di workshop fotografici a Barcellona ma soprattutto viaggiatore. Fin dal 2000 BACKPACKER.it ospita i racconti, le emozioni, i ricordi e le immagini dei suoi viaggi in una sessantina di paesi del nostro pianeta, oltre ad una sezione dedicata alla narrativa e agli articoli di viaggio, una guida ai siti utili per organizzare al meglio un viaggio con lo spirito da backpacker e tutto ciò che può incantare un viaggiatore con zaino in spalla. Buona navigazione!

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NOTTE NELLA FORESTA (di Herman Hesse)

Alba sulla spiaggia dell'isola di Tioman con sfondo di minacciosi cumulonembi (Malesia)

Un tremendo schianto mi destò all’improvviso; balzai in piedi dal sonno, ricaddi, mi rialzai e, ora ben sveglio, aprii la zanzariera. Venni accecato da un bagliore bianco, violento, sfavillante, e solo dopo qualche minuto mi resi conto che si trattava della luce di lampi che si susseguivano uno dopo l’altro senza tregua. Li accompagnava il mugghio e il brontolio del tuono, l’aria era stranamente mossa e pregna di elettricità che mi sentivo guizzare sulla punta delle dita.

Tutto stordito andai barcollando verso il vano della finestra che alla luce dei lampi ondeggiava davanti ai miei occhi e i cui contorni si spostavano come la fila di finestrini di un treno che passi a tutta velocità. Allora vidi che a due passi di distanza mi fissava la foresta, un mare agitato di forme, di rami aggrovigliati, di fronde e di filamenti, tutta ondeggiante e atteggiata a difesa, sovrastata dai fulmini e profondamente ferita nel cuore scuro, scricchiolante, sussultante. Rimasi alla finestra accecato e intontito, fissando quello sconquasso, coi sensi vigili sentivo la vita furiosa della terra spandersi e distruggersi mentre io, immerso in essa con la mia mentalità e sensibilità di europeo non adattabili a quella furia tempestosa, assistevo curioso, pensando alle molte notti e ai molti giorni della mia vita, a tutte le ore, le innumerevoli ore, in cui mi ero trovato in qualche punto della terra a osservare come adesso cose e aspetti nuovi, guidato e attratto dallo strano impulso dello stare a guardare.

Neppure per un attimo mi parve senza senso il fatto di trovarmi nella parte meridionale della paludosa foresta vergine di Sumatra e di assistere a un temporale notturno dei tropici. Poi tutto finì all’improvviso, e fu una cosa più straordinaria e più paurosa di tutto lo sconvolgimento dell’uragano. Più nessun lampo, più nessun tuono, solo l’oscurità indicibilmente fitta e lo scroscio di una pioggia selvaggia, famelica, furibonda, suicida. Tutt’intorno null’altro che un fremito profondo e l’odore penetrante della terra sconvolta, e in me una stanchezza e una sonnolenza così invincibili che mi addormentai in piedi e raggiunsi barcollando il mio materasso cadendovi sopra di schianto, nè mi svegliai finchè la foresta non tornò a echeggiare delle urla di mille e mille scimmie nel chiarore giallo dell’alba.

Herman Hesse
Dall’India

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