IL VIAGGIATORE (di Gary Jennings)
Noi che vagabondiamo ovunque nel mondo, sostiamo per breve tempo nell’una o nell’altra comunità, e ogni volta si tratta soltanto di un lampo di vaghe impressioni in una lunga serie di altrettanto obliabili lampi. Le persone non sono altro che fioche figure le quali emergono soltanto momentaneamente tra i nuvoloni di polvere delle piste. Noi viaggiatori abbiamo di solito una meta e uno scopo che ci induce a raggiungerla, e ogni sosta lungo il cammino non è altro che una nuova pietra miliare del viaggio. Ma in realtà le persone che risiedono in quei luoghi vi si trovavano prima del nostro arrivo e continueranno a restarvi dopo la nostra partenza; hanno una loro vita, fatta di speranze e crucci e ambizioni e progetti, che, essendo di grande momento per loro, meriterebbe a volte di essere notata anche da noi, sebbene siamo di passaggio. Potremmo imparare qualcosa che vale la pena sapere, o goderci una risata divertita, o conservare un dolce ricordo che vale la pena di tesoreggiare, o talora migliorare addirittura noi stessi, prendendo in considerazione queste cose.
Tratto dal libro Il viaggiatore
di Gary Jennings
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