Il viaggiatore (di Gary Jennings)

Il viaggiatore (di Gary Jennings)

IL VIAGGIATORE
di Gary Jennings
ed. BUR

Quello che non è stato osato scrivere sulle pagine del Milione, Gary Jennings ce lo serve, senza censure, ne peli sulla lingua, in un denso e avvincente romanzo storico-narrativo che immagina un Marco Polo, ormai anziano, raccontare particolari “piccanti” e vicende omesse prima circa il suo lungo e affascinante viaggio in Oriente.
In una narrazione fluida, accurata nei dettagli  e che non appesantisce mai gli occhi, Gary Jennings ricostruisce la vita e e i viaggi di Marco Polo.
Dall’esilio al quale è costretto dal doge veneziano, per un’improbabile questione di sottane, fino agli ultimi anni della vecchiaia densi di rimpianti e di ricordi del suo lungo peregrinare che nessuno, tra quelli che gli son più cari, desidera, ormai, ascoltare.
Il viaggio diviene per Marco Polo scuola di crescita e di maturità. Apprende le lingue più diffuse tra i mercanti lungo la Via della Seta, familiarizza con le usanze dei popoli nei quali si imbatte, resta senza fiato dinanzi all’imponenza delle montagne del Pamir o alla vasta desolazione del deserto persiano, scopre con sommo piacere, le sue doti di abile trombeur des femmes ovunque si presenti la minima occasione!
La sua innata curiosità unita al brillante ingegno suscitano l’interesse del Gran Khan che tratterrà il viaggiatore veneziano presso la sua sontuosa corte per molti anni affidandogli mansioni delicate in qualità di spia, soldato, mercante e persino di esattore delle tasse.
Gary Jennings ha scritto  uno dei più bei libri sul viaggiare che io abbia mai letto. Un avvincente racconto picaresco dettagliato nei particolari storici, a tratti spietato nella crudeltà,  ma anche condito di venature ironiche. Un romanzo che ricostruisce le emozioni, le paure, la curiosità e il talento di uno dei più grandi viaggiatori del passato.
Gli si può quindi perdonare qualche fantasia di troppo che, qua e la, affiora nella lettura. Una su tutte, il compito impartito da Khan Kubilai a Marco Polo di ingravidare l’intero harem di vergini orientali per creare una futura stirpe di valorosi mongoli!
Gran bel libro!

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