Diario di viaggio Giappone

Diario di viaggio GiapponeKuwaguchiko (Giappone)
Aprile 2014

Pedalo come un forsennato nella corsia riservata alle biciclette ai bordi del nastro d’asfalto che serpeggia lungo le rive del lago Kuwaguchiko contornandole in un susseguirsi di piccole ma suggestive insenature. Ripercorro in bici lo stesso tragitto che mi aveva già portato, allo spuntare di un’alba gelida affatto primaverile, in riva al lago per immortalare, con la mia Nikon, il bianco profilo conico del Monte Fuji, arrossato dai primi raggi del sole e incastonato tra i rami dei ciliegi timidamente in fiore. Messa a segno la prima missione fotografica di un nuovo giorno ricco di scatti e rinvigorito da una provvidenziale ed abbondante colazione, punto adesso verso una pagoda arrampicata sul pendio ripido di una montagna, con vista da cartolina sul Fuji.

È un freddo mattino d’inizio aprile che neppure il sole splendente, in un cielo di un azzurro immacolato e cristallino, riesce ad addolcire più di tanto. Ho lasciato il traffico già abbastanza intenso ad ingolfare la statale e, nella speranza di guadagnare tempo e distanza, mi sono inoltrato in un dedalo di stradine di campagna dalle quali ne partono di nuove a pettine fin quasi a formare una complessa ragnatela di arterie rurali. Ad un certo punto prendo atto che il mio senso dell’orientamento, sintonizzato in testa come un tomtom, stavolta, abbia fatto cilecca. Accosto e mi fermo. Il vento accarezza la mia fronte madida di sudore mentre lo sguardo va alla ricerca della pagoda, che la spessa coltre di boschi sui fianchi della montagna, sembra voler nascondere a tutti i costi. Intorno mi si apre una distesa ondulata di campi con i primi timidi fili d’erba pronti a germogliare nuova vita e ad annunciare la primavera, mentre sopra la mia testa i corvi volteggiano come deltaplani. Più avanti un gruppo di case  annuncia, forse, il paesino che sto cercando e dal quale una scalinata da infarto dovrebbe farmi guadagnare la salita alla pagoda e verso quel panorama assicurato sul Fuji. La scarsa segnaletica stradale nella quale mi imbatto è esclusivamente in ideogrammi e per le vie deserte del centro abitato veleggia un’atmosfera assopita che sa di mattino di festa.

All’angolo di una strada si materializzano, all’improvviso, tre signore vestite in sgargianti abiti tradizionali a motivi floreali. Camminano verso di me raccontandosela e ridendo di gusto tra di loro.  Sembrano amiche da sempre. Accosto la bici e prima che mi superino chiedo l’indicazione pronunciando il nome della pagoda. Non capisco nulla di quello che mi dicono ma dal rapido sbracciare a mo’ di direzione indicata da una di loro capisco che sono fortunatamente prossimo alla meta e che non mi ero poi del tutto perso. Le ringrazio salutandole con un arigatou gozaimasu accompagnato da un sorriso da dentifricio in un turbinio di rapidi inchini e riprendo a pedalare. Percorse poche decine di metri, vedo un maglione abbandonato al suo destino sul ciglio della strada. Lo raccolgo e pensando che possa essere caduto ad una delle tre signore appena salutate, richiamo la loro attenzione urlando un excuse me!  Una delle tre signore, osservando da lontano il maglione e dandosi una manata in fronte, mi viene incontro con un sorriso aperto stampato in volto che mi pare così intimamente asiatico. Si rimpossessa del maglione con una felicità che neppure avesse vinto alla lotteria, esibisce due veloci inchini di ringraziamento al mio cospetto e, presumibilmente non ancora soddisfatta, decide di farmi dono di un sacchetto con due arance che teneva stretto in mano. Osservando i suoi gesti laddove le parole non aiutano mi pare di capire che desideri augurarmi buona fortuna oltre ad esprimere un grazie a caratteri cubitali. Più tardi, realizzate le foto dalla pagoda di Chureito e prima di rimettermi in sella sulla via del ritorno verso l’ostello di Kuwaguchiko, faccio spuntino con una delle arance, appoggiato alla bicicletta. Ha un retrogusto apertamente amarognolo che si diffonde in bocca al primo assaggio ma dentro c’è tutto il ricordo della prima vera e piacevole emozione di una mia nuova giornata in Giappone.

SITI UTILI PER PIANIFICARE UN VIAGGIO IN GIAPPONE

Commenti

commenti

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+Email this to someonePrint this page