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di Stipe | 23 luglio 2010
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| Giro l’angolo e scopro che il tempo si é cristallizzato, come se il crollo ideologico del socialismo non fosse mai avvenuto. Vetrine impolverate di miseri negozi, Trabant di un triste opaco colore ancora in circolazione, splendidi palazzi carbonizzati dall’incuria ma ancora abbelliti da motivi floreali, statue o mosaici nelle facciate dai disegni policromi che si sbriciolano vistosamente nell’attesa di un urgente restauro. Budapest è prigioniera di ricordi nobili ma lontani, ricchi di cultura ma sbiaditi dal tempo, svogliata nell’abbellirsi, incurante quasi del suo abbandono. Nel clima canicolare di un luglio esagerato, ho girovagato in lungo e in largo la capitale ungherese per cogliere le bizzarre sorprese di una città mitteleuropea nei suoi storici caffè del centro ma zigana nel suo animo musicale. Ho scoperto palazzi dalle cupole moresche quasi andaluse, sinagoghe con minareti svettanti e interni da chiesa, i Ragazzi della Via Pal di adolescenziale memoria e, sottoterra, la più antica metropolitana d’Europa dopo quella londinese. Questa è la Budapest che ho fotografato. |
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Stefano Politi Markovina © alamy.com
Categorie: I MIEI VIAGGI, le mie fotografie | 4 Commenti »
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Commenti
luglio 23rd, 2010 at 10:15
Sempre bellissime!
luglio 24th, 2010 at 08:01
Il tuo testo introduttivo che coglie, con intelligenza e grande sensibilità, gli aspetti essenziali di questa città e le splendide fotografie hanno suscitato in me ricordi bellissimi. Grazie Stefano!
luglio 26th, 2010 at 08:49
Mi è sembrato di tornarci per un momento, merita sicuramente di essere rivista! Complimenti!
agosto 3rd, 2010 at 17:37
It’s amazing how with few sentences and a terse prose, Stefano is able to capture and describe this city and its inner core. The pictures taken with an artist’eyes are, as usual, beautiful.